L’assedio della polvere

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di Paola Lombardi

Polvere. Ovunque. Polvere. Uno strato impalpabile che si deposita su ogni superficie. I tentativi di eliminare la polvere si rivelano vani. Nessun detersivo la imprigiona, nessun materiale la neutralizza. Miliardi di invisibili corpi si annidano in ogni angolo della mia casa. La invadono, silenziosi, invisibili, microscopici eppure visibili. Corpuscoli di sporcizia che ricoprono tutto. Basta un istante di esitazione e la polvere è di nuovo lì, sul tavolo, sulle sedie, sulle maioliche, sulla libreria. Per questo ho gettato tutti i libri. Mio marito ne ha acquistati tanti nella sua vita, ma negli scaffali, dove li custodiva, la polvere regnava sovrana. Ogni giorno, liberavo gli scaffali dei volumi e li pulivo per poi riporre di nuovo i libri. Fino a quando non mi sono resa conto che era nei libri che si depositava il quantitativo maggiore di polvere. Forse, se mio marito fosse rimasto in vita, non avrei mai preso quella decisione. Ma una sera mi sentii priva di forze, soggiogata dal nemico invisibile, stretta d’assedio da miliardi di corpuscoli beffardi. Allora, presi il coraggio che mi era sempre mancato. Me ne andai a letto, rasserenata. Il mattino successivo, presto, cercai sull’elenco telefonico i numeri delle ditte che effettuano traslochi. Ne scelsi una dal nome familiare e chiamai. Spiegai quello di cui avevo bisogno. Furono gentili, dall’operatore telefonico ai ragazzi che vennero in casa a prelevare i libri, tutti si dimostrarono disponibili. In poche ore, svuotarono la libreria. C’era il sole e la stanza sembrava alleggerirsi mano mano, come se fosse sul punto di rianimarsi dopo un lungo sonno. Mi prese una specie di euforia e offrii il caffé agli operai, sollecitandoli a fare presto. Liberarono la stanza da decine di volumi pesanti nei quali mio marito si rifugiava, ma io cosa ne avrei potuto fare? Spolverarli in continuazione? Meglio così, mi dissi in quel momento. Non avrei immaginato che gli scaffali vuoti si sarebbero riempiti lo stesso di polvere. Quei microscopici corpuscoli che mi deridono e si beffano di me, quella polvere maliziosa che non mi lascia mai tregua, che mi stringe d’assedio e si impossessa della mia casa e della mia vita.

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