La rata del mutuo

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di Laura De Santis
“La matematica non è mai stata il mio forte, ma qualche conto lo so anche fare. E ti dico che ti sbagli”.
“No, non mi sbaglio. Non abbiamo i soldi per pagare la rata”.
“Non è possibile! Tu riscuoti la pensione tutti i mesi no? E quindi i soldi per la rata ci sono”.
“Non ci sono più ti dico”.

I toni della discussione tra padre e figlia iniziarono a farsi sempre più accesi. Il padre stava seduto al tavolo della cucina con una calcolatrice davanti, le ricevute delle bollette da un lato e un cumulo di scontrini sbiaditi dall’altro. La figlia con gli occhi sgranati prese posto di fronte al padre. Con voce calma, mascherando la rabbia che la invase si mise a spiegare al padre come fosse impossibile che non ci fossero i soldi per il mutuo. “Va bene, in questo periodo al lavoro non mi stanno pagando, ma faccio delle cosette extra che mi danno qualche entrata. Tu hai la pensione… Dove sono finiti i soldi?”
Il padre non aspettava che questa domanda per avviare la discussione: “Questo mese abbiamo pagato 343 euro di bollette, e in questo siamo stati bravi a risparmiare sui consumi, ma abbiamo pagato 59 euro di multa. Una multa tua, tra l’altro. Poi abbiamo speso meno di 300 euro per mangiare”.
“Vedi? Restano più di 500 euro per pagare il mutuo”.

“Fammi finire, non mi interrompere! Questi scontrini li ho presi dalle tue borse. Questo mese hai acquistato un paio di scarpe per 200 euro, una giacca per 165 euro e un paio di occhiali da sole che hai pagato 190 euro. Fatti i conti e vedrai che i soldi sono finiti. Ma a cosa ti servono le scarpe di 200 euro?”
“Io lavoro con la mia immagine, papà caro, sono un avvocato e non posso andare in tribunale come una stracciona. Perderei credibilità e anche i clienti. L’immagine fa la differenza”.
“Scusami se te lo faccio notare, ma potresti avere un aspetto rispettabile anche con scarpe di 30 euro. Oppure i tuoi clienti di fidano solo di chi indossa scarpe di lusso? Tu lavori in uno studio, sei una dipendente. Sai da sola quanto potresti guadagnare e sai da sola quanto potresti spendere”, mentre finiva la frase prese da sotto il tavolo alcune scatole. “Queste sono le scarpe, gli occhiali e la giacca. In ogni confezione c’è lo scontrino. Torna al negozio e spera che ti restituiscano i soldi”.

Scuotendo la testa la figlia replicò: “Non è possibile. Non mi darebbero mai i soldi indietro”.
“Devi trovare un modo. Abbiamo bisogno di quei soldi. Non possiamo non pagare la rata del mutuo”.
“Non è giusto”, scandì la figlia prendendo una busta per riporre i suoi ultimi acquisti.

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