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Il sognatore di futuro e la piccola città

Largo Francesco Giampietri

Intitolato a Francesco Giampietri il largo davanti alla Palazzina Liberty a Venafro

Uno spazio pubblico è il contrario di un non-luogo, è il punto dove convergono le storie delle persone, dove si intrecciano le speranze e i desideri. Uno spazio pubblico è quel posto metafisico e un po’ immaginario dove si dibatte, dove ci si incontra, dove si discute, dove si immagina.
L’acqua sgorga dalla fontana, i cocomeri sono in fresco e le luminarie da fiera pronte ad accendersi con la prima sera. A poca distanza le creature d’acqua dolce si ammassano nell’allevamento saettando lungo traiettorie inimmaginabili. Le anatre scivolano via come pattinatrici sul ghiaccio eleganti e insieme simpatiche.
Il cielo è terso e le architetture di quella che è stata una centrale idroelettrica richiamano un’idea lontana di estate e di stabilimenti balneari.

Il sindaco Alfredo Ricci indossa la fascia tricolore e un sorriso gentile, l’assessore regionale alla cultura Vincenzo Cotugno ci ricorda che il Molise esiste fin dalla mascherina che indossa.
Risuonano le note di Rimmel. Quel “E qualcosa rimane…” con le voci e le chitarre di Aldo e Pietro Mascio assume un significato nuovo in una mattina d’estate, di sabato, nella piccola città che si commuove e si raduna con compostezza e un velo di sgomento a pitturare gli animi perché è un giorno particolare in cui si sente l’assenza.
Carmine Pietrangelo del Collettivo Divergente tiene i legami tra le diverse voci che ricordano, Sara Ferri della Cooperativa Geco ha la voce spezzata da un pianto sotterraneo che vela le ciglia e rovina la voce, ma non l’amore che, dopo oltre un anno, resta intatto, profondo e luminoso, come sempre.
Carmen De Luca è giovanissima, ha la voce ferma e legge un brano, lo fa con partecipazione. Vera Cavallaro che tante volte ha animato gli eventi culturali della piccola città, è emozionata, stavolta, nel leggere quel passaggio “spacciatore di libri e di idee”.
Rocco Viccione presidente di Venus Verticordia si assume il compito di tracciare il ritratto di un sognatore di futuro che ha saputo parlare al mondo, trascinare, coinvolgere, far innamorare, animare, disegnare altri mondi, condividere saperi, mescolarsi nello scambio di impercettibili frammenti di felicità.
Papà Gianni ha la forza di ringraziare tutti e io seguo il suo sguardo e mi volto. Incrocio gli sguardi di tutti i presenti, sono emozionati, commossi, sono piccole tracce di un amore sconfinato che ha voluto e desiderato cambiare, far muovere, intonare, raccordare, riunire. Sono verbi che evocano l’idea di armonia quelli che mi sento di attribuire a Francesco.
Anche questo edificio è in parte una sua creatura. “Vieni, faremo questo evento alla Palazzina Liberty”, con quanto orgoglio, Francesco lanciava i suoi inviti indeclinabili. La Palazzina Liberty è qui, con le porte aperte, immersa nel verde del parco e nell’azzurro dell’acqua, è qui davanti a noi.

Da oggi porta un nome questo piccolo ponte sospeso tra la piccola città e lo spazio pubblico dove si intrecciano i nodi del mondo e si percepisce il dono della bellezza.
Questo luogo, grazie all’ostinato amore di chi lo ha conosciuto e alla generosa mobilitazione di quasi 4 mila persone che hanno voluto apporre una firma, si chiama e si chiamerà Largo Francesco Giampietri – Filosofo, scrittore, docente universitario, ma soprattutto sognatore di futuro. Francesco è stato e sarà un sognatore di futuro che ha saputo nel poco tempo a sua disposizione cambiare la piccola città e scambiare istanti di reciprocità nella bellezza e nell’armonia. Un dono prezioso che resta, è qui, ed è uno spazio pubblico.

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