Da qualche parte

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Accadde così, all’improvviso, come fosse una festa. Ci mettemmo a scrivere, fianco a fianco, appena svegli per non perdere nemmeno un granello dei nostri sogni. Scrivemmo ognuno nella propria lingua madre e barammo sempre nel raccontarci i nostri sogni.

La verità non ci riguardò mai da vicino e ci imbrogliammo sempre inciampando nelle parole straniere che ci sfuggirono tra la lingua e il palato. La mattina ci sorprese ogni giorno abbracciati tra noi come cuccioli nella tana. Nella grande casa di passaggio che ci ospitò in quei mesi confusi, il silenzio ci appartenne.

Febbrili, scrivemmo i nostri sogni mentre il passo frusciante della gatta Bon Bon ci inebriò come un liquore freddo. Brindammo con litri di caffè solubile assorbiti nei nostri taccuini. Scrivemmo e disegnammo amandoci come forsennati.

Uscimmo in strada nei giorni di pioggia e di sole, brillammo di tutte le luci di un amore che passa e bevemmo lacrime di fiume seduti sul davanzale della finestra.

Da qualche parte, riponemmo i doveri e gli impegni, demmo loro il benservito baciandoci agli incroci delle strade. Ci perdemmo mille volte abbracciati ai sorrisi che si macchiarono d’incenso. Bruciammo insieme alle mille sigarette che segnarono il ritmo del nostro tempo.

Poi, salimmo al metronomo e ci consumammo in corse senza fine tra aeroporti, ospedali e sale d’aspetto. L’ultima volta tremammo nel vuoto delle parole che non avremmo mai saputo dirci. I cavalli restarono nei miei sogni con l’ultima canzone che ascoltammo tenendoci per mano.

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