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Inseguendo le lucciole a Via di Boom

La magia è qualcosa di inafferrabile, come un sogno, come un’ombra, come una serata d’estate in cui si è felici senza saperlo. In quelle serate calde in cui, insieme alle stelle, brillano le lucciole. Una magia fatta di leggerezza, fragilità, stupore. Incarnano questo spirito, le lucciole di Via di Boom che si sono esibite in una rappresentazione del film di Vittorio De Sica, Il boom appunto, motivo ispiratore della rassegna di San Donato Val di Comino creata da Gianluca Terenzi. Da diversi anni, sotto l’egida della Fanfarona, Vera Cavallaro ha innescato un corto circuito dell’immaginazione con una “banda di complici” poetici, scanzonati, eterogenei. Personaggi senza esserlo, interpreti di quella magia fragile che le performance rappresentano. L’intesa con Gianluca Terenzi, direttore artistico di Via di Banda (nell’edizione al tempo del Covid diventata Via di Boom) è stata ottima fin dal primo esperimento con una performance di Vera Cavallaro ispirata al mare ( https://www.tantestorie.it/eventi/il-mare-a-san-donato-val-di-comino.html ) E poi sono nate le lucciole, un gruppo di sognatori, coordinati da Vera che li modella, assegna le parti, realizza i costumi, inventa sceneggiature. Un teatro che non è un teatro, ma un piccolo sogno effimero che regala un soffio di magia con suggestive lucine a led e un messaggio di poesia: stupitevi, ritrovate la voglia di meravigliarvi. Magari inseguendo le lucciole.

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