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A Pontecorvo la scuola dell’integrazione e della intercultura

Che cos’è una scuola? Un piccolo universo dove le storie si intrecciano, a volte trovano casa, a volte diventano il vento favorevole per cambiare rotta. A Pontecorvo c’è una scuola particolare, proprio ai piedi della cattedrale.
È una scuola colorata che ha fatto dell’accoglienza la sua strada maestra.

Appena si entra, un grande albero della vita ci racconta che qui trovano approdo le strade del mondo: “La scuola dà peso a chi non ne ha, fa eguaglianza. Tra le sue mura permette il pari, il dispari lo lascia fuori”. È con questa citazione da Erri De Luca che inizia il percorso di conoscenza del CPIA di Pontecorvo. In occasione della giornata della legalità, si è svolta una lezione dialogata in modalità remoto della professoressa Simona Mantua.

E subito dopo, gli studenti dell’istituto diretto dalla professoressa Mariella Incoronato hanno avuto la possibilità di iniziare a raccontarsi: Io sono, io vengo da, io spero, io cerco. Tante voci che cominciano con tono intimidito a dire di sé in una lingua nuova che stanno imparando e che tra queste mura diventa lingua comune che unisce con un filo sottile Costa d’Avorio, Nigeria, Egitto, Mali, Pakistan, Marocco.

Il mondo è tra queste mura. Ci sono adolescenti, madri, donne giovani, padri, lavoratori. Ognuno ha una storia, un motivo che lo ha spinto a mettersi in viaggio e a cercare un”altra storia. C’è un padre che non ha ancora conosciuto il suo ultimo figlio, c’è una giovane donna che ha conquistato il diritto all’indipendenza, c’è chi è arrivato in Europa nascosto in un camion, chi ha affrontato la traversata del Mediterraneo e c’è chi non ha ancora le Parole per raccontare la sua storia.

C’è uno scambio costante tra queste mura, uno scambio di saperi tra gli insegnanti e gli allievi, uno scambio di conoscenze, di umanità che travasa da uno sguardo all’altro. Gli insegnanti di alfabetizzazione di lingua italiana, Ermelinda Capuano, Margherita Caramadre, Loredana Ferni e gli insegnanti primo livello primo periodo, Ilaria Cancelliere, Filomena Di Meo, Fabio Germani, Argentina Lavalle, Paola Russo sono disponibili a mettersi continuamente in gioco. Lo fanno insieme a studenti che non possono parlare lo stesso linguaggio, capaci di modulare il modo di fare lezione dando ascolto a tutti.

Alcuni sono tornati tra i banchi di scuola proprio per stare accanto ai propri figli che stanno affrontando il proprio percorso di studi, altri vogliono darsi una possibilità. E questa scuola, che vive grazie a una rete territoriale importante rappresentata anche dal Comune di Pontecorvo, è il luogo delle possibilità, delle speranze che rinascono anche dove sembrava impossibile ritrovarne. E a volte, può succedere che ci siano momenti da festeggiare mescolando i sapori. Come è successo qualche mattina fa, quando, insieme al personale tutto del CPIA, tra cui i collaboratori scolastici Sandra Pellegrini e Claudia Ferraro e il collaboratore amministrativo Giovanni Vallone, il dirigente scolastico, gli insegnanti, il vicario del dirigente scolastico Alessandro Lucio Di Fonzo e l’assessore Anna Grazia Longo, abbiamo partecipato al rito del thè del Marocco e assaggiato i prodotti enogastronomici del territorio. Un mix di accenti diversi che si armonizzano per comporre un mosaico che vede nella scuola il centro di un percorso comune.

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