La storia di Isolina (Marina) Caronti

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Dopo il gruppo dei giovani fa nascere quello dei genitori, con sistematiche riunioni per la loro elevazione spirituale. Raggiunto un certo livello formativo, concordemente, genitori e giovani, sotto la sua guida, decidono di impegnarsi anche nella difesa della vita umana concepita. Così, nel 1988, il 3 maggio, con alcuni di loro costituisce, il Centro di Aiuto alla Vita, con atto pubblico del Notaio Iadecola e la sede è fissata presso la sua abitazione. Presidente è eletto il Dr. Goffredo Juliano e Direttrice ella stessa. La presidenza, successivamente, passa al Dr. Benito Nagar, allora Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Gemma de Bosis”, poi a Padre Adriano Cozzi, parroco della Parrocchia di S. Giovanni. Padre Adriano ricopre tuttora la carica di Presidente.

Ben presto anche la nuova Associazione di volontari cresce anche numericamente, ottenendo, fin da subito, apprezzabili risultati che spronano ad un sempre maggiore impegno. Ottiene dal Padre Abate Bernardo l’uso di una stanza nel Palazzo Badiale, che diviene la nuova Sede del C.A.V., ufficialmente inaugurata, nel 1989, dal Presidente Nazionale del Movimento per la Vita, Carlo Casini. Quella stanza serve, oltre che per i fini istituzionali veri e propri del Centro e, quindi, per accogliere e seguire le giovani donne che rinunciano all’aborto, anche per distribuire mensilmente a loro, e a tante altre famiglie bisognose della Città, quintali e quintali di generi alimentari prelevati prima dal Banco Alimentare di Roma e, poi, per maggiore comodità logistica, dal Banco delle Opere di Caserta.

L’assistenza offerta alle future e alle neo-mamme, alle decine e decine di famiglie bisognose che si rivolgono al C.A.V. ha elevati costi. Non avendo contributi o sovvenzioni da parte di alcuno, i volontari del Centro si industriano come possono per racimolare fondi. Così si attrezzano per offrire granite e crèpes alle feste popolari, mettono su mercatini e pesche di beneficenza e analoghe iniziative.
Dirigere con serierà e scrupolo l’intensa attività del Centro di Aiuto alla Vita di Cassino diventa talmente oneroso che la Direttrice, avendo già raggiunto un adeguato numero di anni di servizio ai fini pensionistici, decide di lasciare l’insegnamento e dedicare l’intero arco della sua giornata, spesso anche della notte, al C.A.V., cercando di salvare quante più vite possibili dalla morte per aborto ed estendendo l’azione al Cassinate, spesso anche fuori provincia e ovunque è segnalata una neo mamma dubbiosa se accettare o meno il proprio figlio.

Sono anche gli anni in cui Cassino riscopre, proprio grazie a quei giovani e a quei genitori del Centro, la bellezza del presepe. Le memorabili e grandiose edizioni de “Il Presepio” nella sala-mostre comunale di Corso della Repubblica, oggi occupata dal Centro Anziani, spronano famiglie, scuole, parrocchie, associazioni a realizzare nuovamente in Città un gran numero di presepi, tanto che da un’Associazione presieduta dall’Ing. Di Zazzo viene istituito un apposito concorso. Il lavoro preparatorio de “Il Presepio” si svolge nei due locali dietro quella sala-mostre, dove oggi insiste il teatro Manzoni. Per circa due mesi, ed ogni sera, trenta, quaranta persone, giovani e meno giovani, lavorano, instancabilmente dalle 20 alla mezzanotte ed oltre, alla realizzazione dei progetti dell’Arch. Gallozzi. Marina, con l’aiuto di alcune mamme, ogni sera cucina un piatto di pasta per tutti proprio in quei locali.

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