Mao e Maa

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Il 9 ottobre 2013 sento la voce di un micino che si dispera, viene dal garage di casa. Dopo un pomeriggio intero trascorso a lamentarsi vado a dare un’occhiata. E’ un gattino piccolo piccolo che piange, si dispera, piange, grida. Un po’ indifferente, un po’ perplesso penso che la mamma è nei paraggi e me ne torno a casa.

La mattina seguente continuo a sentire le grida disperate di questo micino. Non posso essere sordo, non posso restare indifferente. Mi infilo nella tana e scopro che i gatti sono due, sono piccoli e forse hanno ancora gli occhi chiusi. Capisco che la mamma, nota gatta di casa, li ha abbandonati.

Decido di intervenire, li tiro fuori e li metto in vista degli altri gatti, così che la mamma possa recuperarli. Ma niente, ho la certezza che li ha abbandonati, ha scelto per sé un’altra micia, scoprirò tempo dopo.

Mi faccio coraggio, li prendo,sono freddi come la morte, li porto in casa e cerco su internet come allevare piccoli gatti. La prima cosa che capisco è che devo riscaldarli, perchè non sono ancora in grado di regolare la temperatura corporea. Mi attrezzo con bottiglie di plastica e bollitore di acqua,  gliela scaldo e metto le bottiglie in una copertina con i gattini in mezzo. Compro il latte per gatti, perchè loro non possono bere il latte che beviamo noi poichè contiene il lattosio.

Inizio a nutrirli, col biberon, ogni 2-3 ore gli faccio la poppata e gli scaldo l’acqua per farli stare al caldo. Anche di notte, metto la sveglia. Mao, il maschietto, in breve tempo capisce come succhiare dal biberon, è vorace, Maa invece mangia poco, dopo qualche giorno inizia a singhiozzare nonostante gli sforzi nostri e di Chiara, l’unica che riesce a tranquilizzare Maa, per nutrirla. Temo di averle causato una polmonite, forzandola a bere il latte e facendoglielo finire nei polmoni. Di solito, leggo su internet, non c’è scampo. La micina con molte probabilità morirà. Prendo Maa e in un disperato tentativo di salvarla la porto dai nostri veterinari di fiducia, i fratelli Maraone, in particolare cerco conforto in quel brav’uomo di Franco che, guardando lei e guardando me, decide di prenderla per alimentarla col tubicino ma mi avvisa che probabilmente la micina non avrà scampo. “Sono diventato  l’uomo col gatto”, mi diceva il dottore, e la salva!

La foto di Maa che ringrazia i veterinari
La foto di Maa che ringrazia i veterinari

Quando Maa torna a casa, dopo 10-15 giorni con Franco, è grande la metà di Mao, ma entrambi, in quei giorni, iniziano a mangiare la carne, li svezzo, li salvo, e li condanno!

Maa torna a casa dopo le cure del veterinario
Maa torna a casa dopo le cure del veterinario

E’ dicembre, impietosito da questi due micini orfani e sporchi di cacca, perchè non hanno una mamma che li pulisce e io proprio non sono all’altezza nonostate gli sforzi, non li butto fuori casa e commetto un grosso errore. Sbattendoli fuori avrebbero imparato a stare insieme agli altri gatti. E invece… quando ci ho provato in primavera i micini hanno ormai diversi mesi, i gatti che vivono fuori non li accettano, li graffiano, soffiano, e loro non sanno cosa fare.

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In compenso, hanno imparato molte cose altre cose e ad interagire con gli umani che li circondano. E poi hanno avuto tanti amici fin da piccolissimi, per esempio Stefania che li ha tenuti con sé per qualche giorno.

Così, sono tre anni che io e Paola abitiamo con Mao e Maa. Ci sono i pro e i contro, ma sicuramente nulla ricambia l’affetto di Mao che fa di tutto per coccolarmi quando il mio umore è giù e vi garantisco che è unico! Solo chi convive con i gatti può capirmi. Auguri Mai.

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