La Valle di Comino di D. H. Lawrence

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di Paola Caramadre Antonio Nardelli

Arrivammo di sera, eravamo stanchi, intirizziti. La notte stellata aveva un sapore misterioso. Nell’aria c’erano profumi speziati, profumi di erbe aromatiche, di animali selvatici. Le luci accese nel grande casale sulla collina ci sembrarono la migliore delle notizie. Ci aspettavano altre sorprese. Ci aspettava una tavola imbandita, sapori antichi, piatti con una storia secolare da raccontare ad ogni assaggio e quel clima che solo l’amicizia può restituire. In un attimo ci sentimmo a casa, accolti, riscaldati, rifocillati. E iniziammo ad ascoltare una storia che intreccia i luoghi alla letteratura, la storia di una famiglia a quella di un autore inglese, la vicenda di una terra sospesa tra Lazio e Abruzzo, ma soprattutto immersa in una regione fatata che ha l’asprezza della montagna e il calore di un borgo.

Fu così che arrivammo a Casa Lawrence. In contrada Serre a Picinisco. Che cos’è Casa Lawrence. Se qualcuno pensasse di immaginarlo solo come un tradizionale agriturismo si sbaglierebbe. L’odore dei formaggi è il primo benvenuto per chi entra nelle salette arredate come uno spartano casolare di inizio 1900, poi le narici si impregnano delle fragranza del pane appena sfornato, dello sfrigolare delle carni sui ferri, del profumo delle zuppe di cereali e di legumi. Tutto sembra essere immobile in un tempo lontano. I pavimenti rudi, la scala di legno che conduce al primo piano dove si trovano le stanze da letto, gli arredi, i letti. E’ un salto temporale. Siamo dentro un romanzo. Per l’esattezza siamo tra le pagine de “La ragazza perduta“, pubblicato nel 1920 e scritto da quel David Herbert Lawrence che tanto scalpore avrebbe destato con la sua opera più famosa “L’amante di Lady Chatterley”.

Qual è il legame tra lo scrittore inglese e questo casale in stile vittoriano immerso nella natura? L’ospitalità di Orazio Cervi. E chi era Orazio? Originario della Valle di Comino era stato un emigrante in Inghilterra dove aveva posato come modello per lo scultore Thornycroft. Questi chiese a Lawrence di visitare la casa di Cervi in vista di un suo viaggio in Italia, e Cervi ospitò lo scrittore nel 1919. Per qualche tempo, Lawrence ha così soggiornato a Picinisco insieme alla moglie Frieda ed è nella casa di Orazio Cervi che ha trovato l’ispirazione per completare il suo romanzo “La ragazza perduta”. I tre diventano i protagonisti del romanzo. Lawrence descrive il casale, la cucina, il letto freddo di pannocchie nella camera da letto con il camino. E poi le montagne, il mercato e il viaggio con l’asino per arrivare in contrada Serre. Nel romanzo la presenza dell’autore inglese è stata salvata dall’oblio e una grande targa commemorativa ricorda quei mesi sul finire del 1919 proprio all’ingresso della casa. Oggi, la famiglia Pacitti l’ha trasformata in un agriturismo dall’atmosfera inconfondibile, dove genuinità e ospitalità sono i veri pilastri su cui si fonda la struttura dove si può rivivere l’esperienza di bere un bicchiere di vino con lo scrittore Lawrence, essendo la stru la cui presenza è ancora così tangibile da sembrare di poter dialogare con l’autore de La ragazza perduta. Casa Lawrence ospita anche una piccola biblioteca con le opere di David Herbert Lawrence in italiano e in inglese.

Per informazioni visita Il sito di casa Lawrence: http://www.casalawrence.it

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