Una macchia infernale

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di Laura De Santis

“E così, ti sei macchiata?”, Elena abbassò lo sguardo sulla camicetta colpevole. Sì, si era macchiata. La fragola che aveva appena assaporato aveva stillato gocce di liquido rossastro nell’istante in cui i suoi denti la morsero. Le gocce crudeli e insensibili si era poggiate sulla sua camicetta bianca espandendosi inopportunamente.

Elena le osservò crescere e provò una sensazione di dispetto. Non avrebbe voluto che accadesse. Non avrebbe proprio voluto. Già se la immaginava la faccia austera di sua madre farsi cupa davanti a quelle macchie. Tornò a casa. Non poteva fare diversamente. Dove andare? Dove nascondersi? Mentre camminava verso casa cercava una soluzione, una risposta. Non poté trovare alternative.

L’unica cosa che poteva fare era mostrare le colpevoli macchie sulla camicetta. Perché le piacessero le fragole, poi, non sapeva proprio spiegarselo. Salutò dal vialetto annunciando così il suo rientro. La madre stava finendo di preparare il pranzo. Aveva come sempre la faccia stanca e demoralizzata. Elena si fece avanti con cautela. La madre sollevò lo sguardo per ordinarle di fare qualcosa, quando notò le due gocce rosse cresciute come fiorellini sulla camicetta bianca. “Oh santa pace! Sei sempre la solita! E così ti sei macchiata? levati subito quella cosa di dosso. E che macchie sono?”. Successe qualcosa di inatteso, mentre Elena si spogliava, le macchioline diventarono due fiori rossi, poi due insettini rossi, poi due fragoline, poi due ciliegie, poi due pomodorini belli rossi. La madre non sapeva cosa pensare. La camicetta si muoveva tra le sue mani da sola. Quando si accorse che le macchie erano piccole coccinelle che passeggiavano sulla stoffa si mise a gridare.

Urlò con tutto il fiato per la paura guardando la figlia con sgomento e sospetto. Elena raccolse la camicia dal pavimento e addentò uno dei due pomodorini che rotolavano sulla stoffa bianca. “Sono buonissimi – disse alla madre – hanno ancora la dolcezza delle fragole. Vuoi assaggiare?”, la madre scosse la testa terrorizzata. L’altra macchia diventò un insettino rosso e volò via. Elena osservò la camicia: “Hai visto? È pulita! Solo un po’ impolverata perché l’hai buttata a terra”.

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