Pubblicato in storie brevi

Una donna, un’isola

Una donna, un’isola Pubblciato il 22/08/2016

di Anna Fresu

In mezzo al mare c’è un’isola. Sull’isola c’è una scogliera. Sulla scogliera bianca c’è una donna. In piedi, immobile. Le braccia lungo i fianchi. I capelli lunghi, neri, mossi dal vento, le coprono il viso, le velano lo sguardo. Lo sguardo, rivolto al mare, segue una barca di legno scuro, le vele spiegate al vento.

Nella barca c’è un uomo, la camicia aperta, vela in più mossa dal vento. Capelli schiariti dal sole, faccia bruciata, sottile rete di rughe intorno agli occhi. Sguardo rivolto alla meta, attento alle secche.

L’uomo era appena sbarcato, uno zaino di tela sulle spalle. Si era seduto a un tavolo in una  taverna del porto. Non aveva alzato gli occhi quando la donna gli aveva chiesto che cosa prendesse. Non li aveva alzati quando le aveva portato un bicchiere di rosso. Mentre beveva il vino aveva ricordato la voce di lei, roca, velata, lenta. Lo sguardo l’aveva alzato al momento di pagarla, cercando le monete nella tasca. Lentamente, per osservarla meglio. Lei, immobile, attendeva. Il viso severo, gli occhi coperti dalle lunghe ciglia abbassate, i capelli neri, setosi, stretti e legati in una crocchia sulla nuca. Non un filo di trucco a mitigarne i tratti.

Lo sguardo che si scambiarono durò un’eternità. O l’espace d’un matin.

Ogni giorno, all’imbrunire, sulla scogliera, una donna, capelli raccolti, un lungo scialle nero che le copre la figura, guarda il mare, lontano.

Ogni giorno passano i mesi, le stagioni e lei è là, alla stessa ora, guardando il mare, lontano. Passano i giorni, gli anni forse.

Oggi sulla scogliera, lo sfondo del mare azzurro, cupo, il sole che comincia appena a calare. Solo paesaggio.
Stamattina la donna si è alzata, uno sguardo lento allo specchio, ha raccolto le sue vesti, il suo scialle nero, li ha gettati nel camino.

Ora indossa un vestito chiaro, sulle spalle uno scialle a fiori. I capelli le scendono lunghi, morbidi, sulla schiena.

Apre la porta ma non va sulla scogliera, scende in strada, attraversa la piazza, il passo sicuro, lo sguardo fiero, l’ombra di un sorriso. Guarda la gente e la gente guarda lei.

Basta, aspettare, contare i giorni. Lei è ogni giorno, è il presente.

Domani arriverà.

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