Un ferragosto bellissimo

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“Oggi sarà una giornata bellissima! Vogliamo fare una gita? Che ne pensi?”, Antonio si sentì animato da una strana frenesia. Un improvviso scoppio di vitalità in un periodo in cui non sarebbe andato nemmeno a comprare il latte se avesse potuto evitarlo. L’idea che volesse fare una gita a Laura sembrò sospetta. Troppo.
“E dove vorresti andare?”, gli chiese.
“Non lo so, potremmo andare a Roma”.
“A Roma? Sei sicuro?”, chiese perplessa Laura. Stupita e perplessa attese la reazione di Antonio che sembrava ballare, perso in un sorriso radioso che stonava con gli ultimi mesi della loro vita.
“Sì! Andiamo a Roma. Siamo in ferie. E’ festa. Chi vuoi che ci sia in giro? Andiamo!”.
Laura non se lo fece ripetere, mentre Antonio parlava era già pronta. Doveva soltanto infilarsi le scarpe e poi sarebbero potuti partire.
“Pronta! Possiamo andare?”, disse sorridendo Laura.
“Va bene, andiamo!”, rispose Antonio anche se sulla porta di casa si sentì lievemente agitato e nel momento di chiudersi il portone alle spalle provò un senso di leggero sgomento.
Si presero per mano, come non facevano da anni, e si diressero per la stazione ferroviaria. In effetti non avevano controllato gli orari, ma erano animati entrambi da una fiducia cieca nella sorte. In stazione non c’era quasi nessuno, se non gli ospiti fissi accampati nell’atrio. Si misero a cercare il modo per acquistare i biglietti visto che era tutto chiuso. Sul display non c’erano orari disponibili. Il bar attiguo era desolatamente chiuso.
“Non c’è nessuno”, mormorò Antonio guardandosi intorno.
Sul display comparvero degli orari. Il primo treno utile per Roma sarebbe apparso sulla banchina di lì ad un’ora e mezza. Antonio e Laura si guardarono con reciproca angoscia. Invece di sostenersi a vicenda riemersero le angosce e le frustrazioni degli ultimi mesi.
“Torniamo a casa”, disse lei con una punta di fastidio.
“Aspettiamo”, disse lui con una leggera ansia.
“Ma è ferragosto!”, sbottò lei.
“E allora?”, chiese lui stupito. Poi come avesse avuto un’illuminazione replicò: “Ah, è ferragosto… quindi tutti i negozi saranno chiusi, tutti saranno in qualche località per pic nic e grigliate. E’ così? E perché noi siamo a casa?”.
“Perché… perché di solito noi non usciamo mai”.
“E perché?”, chiese Antonio curioso.
“Ma come perché?”, si irrigidì Laura.
In quel momento si sentì un tuono e iniziò a piovere a tutta forza.
“Adesso, anche gli altri torneranno a casa”, ridacchiò Antonio pensando ai barbecue lasciati in sospeso sotto la pioggia, alle imprecazioni, alle sedie intrise d’acqua e augurando al popolo dei vacanzieri di finire sommersi sotto il nubifragio. “Te l’avevo detto che sarebbe stata una giornata stupenda”.

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