Un amore peloso

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“L’amore“, il sentimento che smuove il mondo. Ha vari aspetti, c’è quello materno di una madre verso un figlio. C’è quello materiale come quando ami quello che hai o quello che fai. C’è l’amore classico quello tra uomo e donna; si nasconde nell’innocenza dei baci tra bimbi o si manifesta nella passione degli adulti.

Poi c’è un amore “particolare”, quello tra un essere umano e un animale, cane, gatto o altra specie. Per me protagonista indiscusso di quest’amore è un peloso bianconero, considerando che il proprietario è interista, è un grande amore.

Si chiama Koda, come l’orso, ed è uno springer di sette anni che adora correre tra i prati.

Tutto ciò che trova, lo riporta al suo padrone, non ha paura di ricci, istrici e neanche di cinghiali, non ha paura di nulla.

Koda aveva un desiderio, voleva una fidanzata, una bella cagnolina furba e sveglia come lui; voleva lasciare un cucciolino al suo padrone. Glielo fece capire in tutti i modi e questi si mise alla ricerca.

Un giorno, la fidanzata arrivò. Bella, piccolina dagli occhi stupendi, tutta nera con fili bianchi nel manto, il suo padrone l’aveva chiamata Nerina proprio per il suo aspetto. Koda scodinzolando iniziò subito il corteggiamento, ma come tutte le femmine Nerina si fece desiderare, fino a una mattina. Quel giorno sembrava si scambiassero bacetti, coccole, giocavano e si divertivano.

L’amore, seppur tra due pelosi fece il suo corso, seguendo l’istinto e la natura; Koda aveva trovato il suo “Amore Peloso” con Nerina, ma aveva anche lasciato un regalo al suo amore più grande, il suo padrone.

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Sono nata qualche annetto fa, cresciuta in un piccolo paese ricco di storia e tradizioni, a pochi passi dal mare, dove tuttora fuggo appena possibile. Ho frequentato la biblioteca del mio paese e sono cresciuta con lei, nel 2004 insieme con alcuni compaesani abbiamo fondato un’associazione culturale e creato un piccolo giornale a diffusione gratuita dal titolo “Sciuccaglie”. Sempre in quell’anno con un gruppo di amiche ci siamo occupate del nascente Museo della Pietra e siamo state formate per essere guide turistiche.

Appassionata di seggi elettorali e politica, nel 2005 ho svolto un percorso universitario per l’accesso delle donne in politica e nelle istituzioni; lì mi sono innamorata della storia delle donne e della condizione femminile. Ho partecipato, dietro le quinte, a un progetto sulla guerra e le violenze di quel tempo.

Nel 2010 ho creato un blog tutto mio, dove raccontare di viaggi nelle tradizioni popolari, nelle ricette italiane e della cucina povera. Ho scritto storie d’amore e di amicizia, e altro ancora. Scherzosamente mi definisco un po’ giornalista, un po’ food blogger, un po’ storica. Ma sognatrice, romantica e solare; schietta, diretta e determinata.  Cerco di trasmettere i sentimenti che catturo nel mio vivere quotidiano, spesso con ironia dico: “Sono una scrittrice, qualsiasi cosa tu dica o faccia può essere utilizzata in una storia”.

Ho partecipato alla prima edizione del premio letterario “Veroli Alta”, con il testo C’era una volta il paese di pietra, nel 2013 e sempre in quell’anno ho scritto il mio libro auto-prodotto, non in vendita perché è la mia bomboniera di nozze; dal titolo “IL SAPORE DEI RICORDI”.

Ho collaborato con varie realtà e dal 2016 con immenso piacere scrivo per voi di tantestorie.it.

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