Solo un panino e una birra

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di Giuditta Di Cristinzi
Maria uscì di casa e si avviò verso la bottega di alimentari all’angolo. Entrò. Il negozio era vuoto. Adelina uscì fuori dalla tenda fatta con corde e pezzetti di bambù. Un vecchio ventilatore al soffitto muoveva lento le pale stanche.
– Buongiorno Maria, come va oggi?
– Va come va.
– Che ti do?
– Due chili di pasta, un chilo di pasta lunga e uno di pasta corta, un po’ di sgombro e due chili di pane, una bottiglia di salsa di pomodoro e due litri di latte. Poi, come tra sé, – E per stasera, per stasera che faccio? Ma…
– Dammi dodici uova e delle pesche. Stasera faccio una bella frittata con le patate.
– Altro?
– Una bottiglia di vino rosso. Segna tutto. Alberto viene il 30 e ti paga.
– Adelina, fammi il piacere, mentre mi prepari la spesa, io mi siedo lì dietro, va bene?
– Certo, figlia mia. Riposati un po’. Stai tranquilla cinque minuti.
– E per favore, Adelina, fammi un panino con la mortadella e aprimi una birretta. Mi metto lì dietro a mangiare e questa roba te la pago io, da parte.
Aveva tirato via qualche spicciolo dai pantaloni di Alberto. Fiacca si buttò a terra, sui gradini del retrobottega e aspettò che Adelina le portasse la colazione. Detestava compiangersi, ma doveva fare qualcosa. Sì, c’avrebbe pensato su e avrebbe fatto qualcosa, a breve, qualcosa di risolutivo.
Aveva solo 19 anni quando si era sposata. Tutto poteva sembrare anche normale. Invece, la situazione era precipitata. Lui aveva cominciato a bere, dopo il lavoro, e ad alzare le mani quando era nervoso e le aveva fatto fare dieci figli, dieci come le dita delle mani, delle sue mani stanche e nodose.
Ora si andava avanti a fatica. Alberto non lavorava più tutti giorni, ma tutti i giorni beveva. I ragazzi più grandi avevano cominciato a fare qualcosa e a portare un po’ di soldi a casa. Gianni e Luigi lavoravano, ma lei sapeva che presto se ne sarebbero andati via, per la loro strada e a lei toccava ancora tirare su i più piccoli. Gloria ed Elisa erano cresciute ed erano proprio due belle ragazze. Ma chi poteva farsi avanti per loro? Qualche povero spiantato di basso livello come il padre Alberto e non era giusto, non era affatto giusto. Ma lei sapeva bene la fretta che le ragazze hanno a quell’età.
Adelina le diede il panino e la birra e la guardò, senza parlare, senza chiedere nulla.
– Maria, guarda, metto una manciata di caramelle nelle buste, per i ragazzi.
– Grazie.
Poi prese un coltello bello grande cominciò ad affilarlo con un altro più corto. Maria guardò quelle lame argentee ed opache appoggiate sul vecchio bancone di legno, un po’ unto.
Lui è a casa.
– Maria prendi un’albicocca, sono dolci.
– No, grazie, ora devo andare, ho parecchio da fare. I ragazzi tornano da
scuola ed io prima devo sistemare tutto.
Prese le busta della spesa, una per parte, e si avviò verso casa.

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