Seta moleta, filastrocche in dialetto Le mille sfumature delle parlate locali nella Giornata nazionale del dialetto

Seta moleta, filastrocche in dialetto Le mille sfumature delle parlate locali nella Giornata nazionale del dialetto" alt="img" />

“Seta moleta
iamo a Gaeta
che iamo a fa?
A piglià la seta.
La seta della mammace,
la donna che te piace
piace a te,
piace a me,
piace aglio figlio deglio RE”

E’ un gioco che si fa ai bimbi piccoli, si mettono seduti sulle ginocchia unite, si reggono per le manine e si recita facendoli dondolare, poi alla fase finale si strapazzano (delicamente) e loro ridono. Rigorosamente in dialetto.

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Sono nata qualche annetto fa, cresciuta in un piccolo paese ricco di storia e tradizioni, a pochi passi dal mare, dove tuttora fuggo appena possibile. Ho frequentato la biblioteca del mio paese e sono cresciuta con lei, nel 2004 insieme con alcuni compaesani abbiamo fondato un’associazione culturale e creato un piccolo giornale a diffusione gratuita dal titolo “Sciuccaglie”. Sempre in quell’anno con un gruppo di amiche ci siamo occupate del nascente Museo della Pietra e siamo state formate per essere guide turistiche.

Appassionata di seggi elettorali e politica, nel 2005 ho svolto un percorso universitario per l’accesso delle donne in politica e nelle istituzioni; lì mi sono innamorata della storia delle donne e della condizione femminile. Ho partecipato, dietro le quinte, a un progetto sulla guerra e le violenze di quel tempo.

Nel 2010 ho creato un blog tutto mio, dove raccontare di viaggi nelle tradizioni popolari, nelle ricette italiane e della cucina povera. Ho scritto storie d’amore e di amicizia, e altro ancora. Scherzosamente mi definisco un po’ giornalista, un po’ food blogger, un po’ storica. Ma sognatrice, romantica e solare; schietta, diretta e determinata.  Cerco di trasmettere i sentimenti che catturo nel mio vivere quotidiano, spesso con ironia dico: “Sono una scrittrice, qualsiasi cosa tu dica o faccia può essere utilizzata in una storia”.

Ho partecipato alla prima edizione del premio letterario “Veroli Alta”, con il testo C’era una volta il paese di pietra, nel 2013 e sempre in quell’anno ho scritto il mio libro auto-prodotto, non in vendita perché è la mia bomboniera di nozze; dal titolo “IL SAPORE DEI RICORDI”.

Ho collaborato con varie realtà e dal 2016 con immenso piacere scrivo per voi di tantestorie.it.

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