Scheggia 8

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Tra il silenzio e il sogno volava il tuo sorriso, mentre il respiro del vento intesseva ghirlande di dolci, lontane immagini.

Ma ad un tratto una sottile voce chiamò il tuo nome, spezzò il battito d’ali del solitario albatro. E vedevi il bosco e la pianura, il lago e i ciottoli e i riflessi d’onde farsi scialbi e insignificanti fra la luce di un sole pallido e allucinato.

S’intossicavano mano a mano i colori e fuggivano gli odori d’erba e di terra, di sogno e di fiaba, s’intorpidivano le sensazioni, i pensieri. Una tenace pellicola di grigia fuliggine rompeva l’incanto mentre un bigio mantello avvolgeva d’intorno. L’armonia dei suoni si sfaldava piano mentre le argentee gocce non più parlavano al vento e alle stelle con la loro melodica voce, ma stridevano acute tintinnando voraci.

E mille suoni e rumori invadevano di tenebre il cuore, battevano incessanti il ritmo e il tempo della frenetica vita.

E ancora TUM, TUM, TUM gridavano il cielo, gli accordi falsi e stridenti dei colori, le spesse sbarre della vita.

TUM, TUM, e ancora TUM rimbombava nelle tue viscere, nel tuo silenzio, nei tuoi sogni.

E tu sola, rannicchiata nella tua paura.

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