Niente vacanza quest’anno

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di Bruno Di Placido

Papà ha beccato mamma con un altro. È successo l’altra settimana, la sera stessa in cui mamma ha beccato lui con un’altra. «Siete pari», verrebbe da dire. Ma l’amore non è una questione di conti né tantomeno una sfida, l’amore o c’è o non c’è. Piuttosto, a questo punto, il mio dubbio è se ci sia mai stato tra di loro. A me è sempre sembrato di sì, e non solo a me, ma anche ai tanti amici che sono rimasti senza parole dopo quanto è accaduto.

Mi chiedo che fine abbiano fatto tutte quelle promesse, quei sorrisi e quei momenti vissuti insieme. Come finisce l’amore? Non capisco. A me piacciono le stesse cose da una vita, le ho scelte io e nessuno me le ha imposte, cose e persone che mi danno le emozioni giuste e mi piacciono talmente tanto che non desidero altro. Ma, ammesso e non concesso, cari mamma e papà, siete pure due co***ni, lasciatemelo dire. Con tanti ristoranti a disposizione avete scelto proprio lo stesso.

Siete andati fuori regione, oltre che fuori ragione, allo stesso locale, come quando si organizzano le partenze intelligenti, tutti a fare le stesse cose, tutti alle quattro di mattina fino ad intasare la Statale.

Certo, è una coincidenza assurda, ma è altrettanto certo che non è colpa della coincidenza se avete deciso di non nutrirvi più alla stessa mensa. Sappiate però, che anche se per me è molto triste, non ce l’ho con voi. Adesso sarebbe facile accusarvi di egoismo, ma credo che meglio non sarebbe stato fingere che tutto filasse liscio.

Penso che trascorrere la propria esistenza a fianco di chi non ami sia una delle più grandi torture che l’uomo abbia mai conosciuto. Per questo spero tanto che non vi siate mai amati, perché l’amore non può finire. Pur nella sofferenza, lasciatemi questa speranza, adesso non chiedo altro. A pensarci bene, mamma, ultimamente non vedevo più la luce nei tuoi occhi. E tu, papà, quando tornavi a casa non chiedevi più di me.

L’altro giorno ho pianto ininterrottamente dall’alba al tramonto, e la notte non è che sia andata molto meglio. Ad un certo punto mi sono convinta pure che la colpa fosse mia. E sì, perché mi sono venute in mente le parole del parroco di qualche mese fa al battesimo del cuginetto: «Questo bambino che presentate all’altare è frutto dell’amore di voi, cari genitori». E allora mi sono chiesta di cosa fossi frutto io. E più mi interrogavo e più pensavo che per causa mia si fosse inceppato il meccanismo.

«Anch’io ho pianto», provò a consolarmi l’amica del cuore, «ho pianto prima di te perché ciò che succede a te adesso a me è capitato qualche anno fa. E come te non volevo farmene una ragione, ma poi ho capito che avrei dovuto vivere la mia vita. Adesso mi sono abituata, facciano come vogliono… E sappi che in certi momenti fa pure comodo, ottengo sempre più del massimo. Maggiori attenzioni da entrambi e soprattutto doppi regali. Si sentono talmente in colpa che non mi dicono mai di no».
Forse ha ragione lei, ma io non riesco ad immaginare la mia vita senza le mie certezze e i miei affetti. Quest’anno vacanze separate, papà per conto suo e mamma altrettanto. Per la prima volta devo scegliere tra il mare di mamma e la montagna di papà. Due splendide vacanze, se vissute con amore. Splendide come quelle degli altri anni. Sono costretta a scegliere, entrambi attendono una risposta per dare conferma all’albergo. E io, con il cuore gonfio di lacrime, scelgo: nessuna delle due. Ci fossero stati almeno i nonni sarei corsa tra le loro braccia, invece rimango a casa ad accudire Mia e Miao, i miei cuccioli, cagnolino il primo, gattino il secondo. «Peggio per te», mi dice l’amica del cuore quando sa della mia scelta. Sta ascoltando il walkman e, incuriosita, le chiedo di quale musica si tratti. Sta ascoltando Jim Morrison. «Lo sai che ha detto Jim Morrison?», mi chiede. «No, dimmelo tu!», le rispondo io. E lei non se lo fa ripetere due volte: «Sono nato senza chiederlo e morirò senza volerlo. Almeno lasciatemi vivere come voglio!». Ed io voglio vivere, proprio come ha detto Jim Morrison.

L’estate si appresta a calare il sipario, mentre la terra si prepara a rivestirsi dei mille colori dell’autunno. Io aspetto la vendemmia, Halloween, la raccolta delle olive, Natale e tutto ciò che è stata la mia vita. Senza nonni, però, senza mamma e papà e con un cuore che forse mai guarirà.

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