L’orologio

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A comprarlo su una bancarella fu uno studente diciassettenne. Pochi giorni dopo, l’orologio s’innamorò di una sveglia a carillon poggiata sul comò. Lei, tuttavia, non lo vedeva neanche. Si capisce: veniva da una raffinata oreficeria, perciò si considerava un gioiello, e se le dicevano che era una sveglia si offendeva. Come avrebbe potuto, l’altezzosa, amare una patacca insignificante?

Ignorato, cominciò a perder colpi. “Va sempre indietro!” si lamentava lo studente, scrutandolo perplesso. All’orologio, al contrario, sembrava che fosse il mondo a correre più veloce. Una volta riusciva a tener dietro agli avvenimenti, a vivere i mutamenti, i lenti passaggi da un’epoca a un’altra; adesso, invece, ogni evoluzione era una rivoluzione, e il tempo si era messo a rotolare in discesa senza freni. Lo studente, esasperato, gli dava la carica più volte al giorno, lo scuoteva, apriva la cassa e soffiava via la polvere dagli ingranaggi stanchi. Niente da fare! Infine lo portò dall’orologiaio, che lo smontò, lo esaminò e pronunciò la diagnosi: “Ha le ore contate”.

Dimenticato in un cassetto in compagnia d’altra roba: penne esauste, fotografie ingiallite, agende scadute, tappi di bottiglia, pile scariche, l’orologio attende il giorno delle pulizie generali, quando finisce, insieme all’altra cianfrusaglia, nel bidone della spazzatura.

Eccolo ammaccato, tritato, confuso nel mucchio informe della discarica. Da qualche parte, nel caos maleodorante, si sente suonare una sveglia. Non è il melodioso carillon dell’altezzoso gioiello che s’impolvera ancora sul comò. Questa dev’essere malridotta, tanto la sua voce è roca! L’hanno buttata via perché suonava in continuazione. L’orologio non ha la suoneria, e non può risponderle. Le presse compattano i rifiuti in balle o blocchetti. Chissà l’orologio e la sveglia canterina si ritroveranno stretti l’uno all’altro? Magari, dovremo attendere che sul quadrante dell’Orologio universale la lancetta delle ere compia il suo giro completo. Allora l’intero universo finirà nella discarica definitiva: ogni cosa sarà compressa in un’unica massa, e finalmente lui e lei saranno sincronizzati in eterno, pronti ad essere riciclati in un nuovo cielo e in una nuova terra.

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