Le stelle cadenti

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di Paola Lombardi
– Hai visto? Non c’era motivo di avere paura. Se ripenso al tuo sguardo terrorizzato! Che ridere mi fa.

– La fai facile tu, tu l’hai già fatto altre volte, io mai!

– Su sciocchino, non te la prendere. La prima volta tutti hanno un po’ paura. Anche io, pensa un po’

– Anche tu? Io avevo paura di cadere e di farmi male. Poi magari di cadere e provocare un grande cratere che avrebbe distrutto tutto, le piante, gli animali, i pesci, gli uccelli, gli ins…

– Sì, sì ho capito. Me l’hai già detto ieri. Hai visto? Non è successo niente, e ammettilo che ti sei divertito!

– Sì è vero, quando ho sentito tutte quelle vocine da laggiù fare ‘oooohhhhh’ mi sono sentito proprio felice. Chissà perché ci guardano tutti?

– Perché sono uomini e amano i sogni. Sono come noi, in fondo in fondo, anche tu sogni no? Ieri quando avevi paura hai pregato la grande madre stella di proteggerti. Anche gli uomini lo fanno e pregano noi, la notte di San Lorenzo, di esaudire un loro desiderio.

– Tu… Ecco… Ne hai mai realizzato uno?

– No, noi siamo stelle, non esaudiamo desideri. Non essere deluso, noi scivolando sulla volta del cielo facciamo in modo che gli uomini credano fortemente nei loro sogni. Se ci credono veramente allora si impegnano per realizzare il desiderio che hanno espresso guardandoci.

– Allora se ti guardo posso realizzare anche il mio?

– E qual è il tuo desiderio?

Splendere tante e tante notti come questa e far credere gli uomini nei loro sogni anche nelle notti d’inverno, anche quando non è la notte di San Lorenzo. Vorrei sentire le loro vocine indicarmi e dire: Guarda una stella cadente

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