Le cose viventi

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di Laura De Santis

Circondarsi di cose viventi. Cosa vorrà dire poi? Se sono cose non sono viventi e se sono viventi non sono cose. Ma a volte gli specialisti in psichiatria si esprimono così: male. Mica è detto che conoscano tutto? Non sono infallibili nemmeno loro. E comunque mi sono circondata di viventi. All’inizio è stata mia madre a farlo. Mi ha regalato un cane, un carlino di appena tre mesi. Ma non ci siamo piaciuti per niente. Dopo qualche settimana il carlino è andato via spontaneamente.

Allora mi hanno regalato un gatto. Un micione di cinque chili con lo sguardo cattivo che mi sferrava agguati ogni volta che provavo ad andare in cucina. Così il vicino di casa ha adottato il randagio e loro vanno molto d’accordo. Si vede che c’è maggiore affinità caratteriale. Purtroppo gli animali ritenuti domestici sono molti. Nel giro di pochi mesi sono comparsi pappagalli, criceti, uccelli del paradiso, cardellini, acquari pieni di pesci di ogni colore che purtroppo diventavano neri in casa con me. Lo so che dovrei vergognarmi ma gli animaletti sono morti tutti. Pare a causa mia. E io ho pianto per ognuno di loro.

Alla fine una mia amica mi ha regalato una pianta con dei bei fiori rossi. Mia madre si è fatta prendere dall’entusiasmo: anche le piante sono viventi. Io pensavo: sì saranno pure viventi ma vegetano. Adesso vivo in una serra. Sono circondata da rose, camelie e anche da ortaggi. Non solo piante ornamentali ma anche vasi di basilico, pomodoro e prezzemolo. Tutti, parenti amici e conoscenti, vengono a casa mia a curare le piante. Alcune pare si siano riprodotte. Io penso che sarebbe stato meglio circondarmi di cose anche non viventi.

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