La scoperta della fotografia

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Il principio della fotografia è una camera buia e un foro. Immaginate una stanza senza finestre e un buchino su una delle pareti opposte. La luce che entra dal buchino proietterà sulla parete opposta un’immagine capovolta di quello che vi è all’esterno. Domenica scorsa mi sono alzato presto ed ero in cucina. Improvvisamente Paola mi chiama “Corri Antonio”. Oddio, penso cosa diavolo sarà mai successo? “Guarda, guarda, si vede Sasà”. Non capisco, le persiane erano chiuse, non si vedeva un tubo. “Guarda, guarda sul soffitto” e mi indica il muro, “Ho visto passare Sasà”. Continuo a non capire e lei, “ma si, ti ricordi quando mihai spiegato il principio della fotografia? Ora ho capito tutto”.
Mi sdraio accanto a lei, e poco dopo sul soffitto vediamo di nuovo il nostro cane fare avanti e dietro. Che magia, penso! Ho appena assistito ad un fenomeno della luce noto dalla notte dei tempi, ma di cui soltanto alle soglie del 1800 l’uomo è riuscito a “fissare” l’immagine su un supporto fotosensibile. Ripenso a Giacomo, alle prime vere foto fatte con una normale scatola delle scarpe bucata, a quella Frosinone di tredici anni fa in bianco e nero un po’ astratta, un po’ mossa e un po’ sbiadita, tra bacinelle e luci rosse e tanta voglia di imparare.

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