La ricerca della spiritualità

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di Laura De Santis

Don Emilio aspettava l’inverno proprio come fanno i vecchi. Con pazienza e un certo senso di inquietudine. Prima o poi sarebbe arrivato il suo ultimo inverno. Ci pensava, ma senza rammaricarsene troppo. In fondo, aveva vissuto. Tutti quegli anni. Se si guardava alle spalle non vedeva che inquietudine nel suo percorso di vita.

Aveva camminato tanto, aveva sofferto tanto, come tutti gli uomini, si diceva per consolarsi. A differenza degli altri uomini, don Emilio, aveva sempre avuto la visione chiara della vita. Una vita di studio, una vita dedicata al Signore, anzi alla ricerca di Dio. Si guardava intorno, cercava negli altri volti un sintomo della sua stessa ricerca. Non vedeva che gioia sfrenata o cruda rassegnazione.

La spiritualità non apparteneva al suo tempo, la quiete della ricerca filosofica e teologica era in antitesi con quei tempi forsennati, con quegli anni sprecati a ricercare non si sa cosa. Il materialismo, il consumismo. Solo formule, solo teorie e parole quasi svuotate. Don Emilio intuiva che la verità era altrove, dove nemmeno lui aveva mai osato cercarla. Era lì nella materia della vita, nell’essenza della specie umana, ma aveva sempre preferito evitarla. Il nocciolo della questione non era nei suoi libri, eppure in essi si rifugiava.

Quella mattina d’inverno prese il treno, salì sul vagone, scelte un posto accanto al finestrino, aprì il suo libro e cominciò a rileggere i passi che aveva approfondito molti anni addietro. Li ritrovò identici. Si rese conto di non essere mai cambiato e di non aver mai smesso di cercare il soffio della spiritualità nella vita umana.

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