La rabbia giovane

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di Laura De Santis
Il vociare dei bambini, la spiaggia, gli ombrelloni. Tutti giocano, è estate, si sta al mare. Chissà perché tutti pensano che bisogna essere per forza felici quando si sta un vacanza. Tutti sembrano contenti, io meno con gli angoli della bocca che scendono in basso. Una brutta piega che mi rincorre.

I bambini giocano, corrono, si tuffano. Ma sì fanno bene devono essere felici. Cerco di riposare e mi accorgo di un rumore cadenzato, come di pioggia. Ma non piove!

Mi volto e inseguo il rumore. Lui è lì. Avrà sei anni. Non so dire se sia un bel bambino oppure no, ma posso sentire la sua giovane rabbia. È seduto in disparte sul limitare della duna, proprio dove ci sono i sassi. Il rumore di pioggia lo provoca lui. Incessantemente prende un sasso e lo lancia verso il basso. Sa di non colpire nessuno, ma lo fa con una concentrazione tale da sembrare di avere un obiettivo nel mirino.

È arrabbiato, infelice. Resta così per ore. Ci scambiano uno sguardo.

Intorno gli ombrelloni, il sole, le musiche da spiaggia e tutto appare vano sotto la pioggia di sassi del bambino arrabbiato.

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