La misteriosa estranea

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La signora Elsa, come tutti i giovedì della prima settimana del mese, si era recata nello studio del suo medico curante.

Come tutti i giovedì della prima settimana del mese, la sala d’attesa era gremita di pazienti che attendevano di essere visitati, ascoltati, capiti, rassicurati dal dottore. Alla signora Elsa non era mai pesato stare in attesa. Per assurdo, le faceva piacere osservare tutta quell’umanità che le si affollava intorno.

Di solito, si recava dal medico per farsi rinnovare la richiesta di farmaci che prendeva quotidianamente. Non perché fosse malata, ma semplicemente perché con l’avanzare dell’età aveva bisogno di qualche aiutino come diceva lei stessa.

Seduta nella sala d’attesa si incuriosiva delle discussioni degli altri e scopriva dettagli delle vite di persone che conosceva, di altre che aveva conosciuto e di quelle che non avrebbe incontrato mai. Se ne stava tranquilla ad attendere, mentre veniva informata che la signora Lina era purtroppo deceduta da qualche giorno e che il signor Livio aveva avuto un brutto malore. La figlia della signora Maria aveva appena partorito due bei gemellini e che il figlio della signora Erminia aveva avuto una promozione ed era stato trasferito all’estero. Piccole notizie che la facevano sentire parte della comunità in cui aveva sempre vissuto.

Quel giovedì mattina non era diverso dagli altri. Come sempre c’erano tante persone e lei le conosceva quasi tutte. Di nuovo c’era una donna strana, una vera novità. Silenziosa, con il volto segnato da misteriose preoccupazioni e con una specie di fazzoletto che le copriva tutta la testa e parte del viso.

La signora Elsa non riusciva a staccarle gli occhi di dosso e cercava il modo per saperne di più. Si convinse che non doveva essere del posto quando vide le mani con la pelle abbastanza scura. La signora Elsa se ne stava appoggiata appena sulla sedia pronta a scattare in avanti al primo movimento della misteriosa donna. Era tutta trepidante di farle qualche domanda. Alla fine, un’altra paziente in attesa le chiese: “Scusi, ma lei non è di qua?”.

La donna con il fazzoletto in testa non si mosse neppure, come fosse stata sorda. E subito la signora Elsa colse il momento propizio: “Signora, cara, qual è il suo nome? sa, noi siamo in un piccolo paese ci conosciamo tutti. Lei chi è? da dove viene?”, lo disse con quel tono carezzevole che la contraddistingueva quando voleva sapere qualcosa di preciso dal suo interlocutore.

Nella sala d’attesa si fece il silenzio e tutti gli occhi si rivolsero alla misteriosa estranea che rivolse in tondo uno sguardo sgomento.

“Io, Fatima”, disse con un tono stentato e incerto.

L’incalzante voce curiosa della signora Elsa aggiunse: “E da dove viene? è straniera, lei?”

La donna sussurrò: “Noi, siamo andati via” e non aggiunse nient’altro chiudendosi in un cupo mutismo.

“Andare via da dove?”, chiese un’altra donna in attesa.

Proprio in quel momento si aprì la porta dello studio medico che uscì fuori nella sala d’attesa con un sorriso affettuoso: “Cara Fatima, vieni, ti aspettavo”.

La misteriosa donna si alzò dal suo posto e a testa bassa accolse l’invito del dottore. Tutti rimasero di stucco e la curiosità si leggeva in ognuno dei loro volti. Attesero nel silenzio più totale che la donna uscisse per saperne di più, ma il medico la scortò fino al portone. Rientrando li vide tutti silenziosi e disse loro: “Fatima si è appena trasferita con la sua famiglia. Vengono da lontano e non so quanto tempo si fermeranno qui con noi. Sono delle brave persone, ma hanno sofferto molto. Perciò niente curiosità inutili. Venga signora Elsa, è il suo turno. La trovo bene, ogni volta che viene mi sembra sempre più ringiovanita”.

“Eh dottore, ho 84 anni compiuti, non mi prenda in giro”. Ma tutti sapevano che era contenta la signora Elsa che aveva sempre avuto molta cura di sé e la galanteria del dottore le faceva piacere.

“Che donna – disse la giovane Luisa – alla sua età porta ancora il rossetto”. Nella sala d’attesa riprese il chiacchiericcio solito e l’argomento principale era proprio la signora Elsa e i suoi modi eleganti, malgrado l’età.

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