La mia meravigliosa notte

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di Paola Lombardi
I cani abbaiano, digrignano i denti e ringhiano. Corrono da una parte all’altra del giardino, senza sosta, abbaiando selvaggiamente avvolti nell’oscurità. La notte li agita, ma non tutte le notti si tormentano come fossero anime dannate. A volte si trasformano in spiriti essi stessi scossi da ogni minimo rumore.

L’impercettibile diventa un boato alle loro orecchie sensibilissime. Quando le luci della casa si spengono loro iniziano ad ululare ferinamente contro nemici immaginari. Nel momento in cui la notte diventa più fitta sembrano posseduti da spiriti maligni. Soprattutto in autunno quando i rami, ormai spogli, stormiscono al vento come dita nodose dei defunti di ogni epoca.

I cani abbaiano, insaziabili nella loro angoscia di guardiani e custodi, galoppano nel giardino trasmettendo a chi vive nella casa la loro ansia, i loro timori di creature di un mondo incomprensibile. Le stesse persone che i cani dovrebbero proteggere si fanno ghermire il cuore dalle mille paure annidate nella notte ancestrale e tornano ad essere ominidi ricoperti di pellicce, frementi intorno al fuoco, nascosti nel fitto di grotte e caverne. La paura si trasmette dal giardino alle stanze da letto, dai cani agli uomini e la notte diventa un volto nero di fantasmi minacciosi.

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