La forza dell’amore

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di Paola Lombardi

Per quanto il tempo sia una convenzione degli uomini, la roccia, detta dagli uomini, “del brigante”, sa che il tempo scorre via trascinandosi dietro volti, sensazioni, stagioni, cataclismi.

Da millenni, per usare lo strumento di misurazione degli uomini, la roccia si lascia erodere, un millesimo di millimetro alla volta, dalla forza del mare. Si abbracciano, nelle notti di tempesta, quando la luna impone l’alta marea. Si abbracciano, il mare resta uguale, la roccia si consuma ad ogni stretta.

Il mare la ama a modo suo e la roccia lo lascia fare. Il vento la consola quando le onde del suo amato non la raggiungono affatto e ad ogni carezza anche il vento la consuma. La roccia cambia forma e volto, cambia nome, cambia colore, cambia, cambia sempre. La roccia si sente amata e forte, è nella sua natura essere forte, e non teme l’intensità manipolatrice dell’amore.

Oggi, un velo azzurrato le regala un aspetto più antico, il corpo di pietra, con lievi lacrime di sabbia, è plasmato nuovamente. Non è una pietra piatta, non più, è ora una sottile figura di pinnacolo. Da lontano, sembra lei il faro. Il mare l’avvicina, la stringe, la circonda, la lambisce, la sovrasta. La roccia sa che diventerà sabbia prima o poi e teme più gli abbandoni e la conseguente consolazione del vento che non gli infiniti abbracci del suo mare. L’amore la consumerà e lei non sembra esserne turbata. Del brigante che le ha imposto un nome non resterà che l’ombra sconosciuta ad un minuto dal mezzogiorno.

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