La differenza tra un punto interrogativo e uno esclamativo

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«Mamma hai fatto la spesa
No, non l’aveva fatta la spesa Desolata. E come avrebbe potuto? Per farla occorrono soldi; molti, pochi, non fa alcuna differenza, la spesa è spesa, nessuno te la regala.

Le parole della piccola rimbombarono nella stanza vuota e soprattutto nella mente confusa di Desolata; non era una domanda quella ma un’implorazione.

Non rispose, aveva un groppo in gola e gli occhi umidi. Ripensò alla sua vita. Non era d’accordo con chi sosteneva che tutti gli uomini fossero stronzi, ma era certa che il più stronzo se lo era accaparrato lei. Sedotta e abbandonata; senza soldi, senza lavoro e con una figlia da crescere. Una figlia che aveva voluto chiamare Speranza, neanche l’avesse saputo…

Ricacciò dentro le lacrime e ripensò a quei pochi momenti in cui si era potuta permettere di vivere. Iniziò a vagare con la mente; ritornò a quando, una volta a settimana, si recava al supermercato come una donna normale. Le piaceva incontrare la moltitudine di gente che affollava i reparti della frutta, della carne; sentire l’odore dei salumi appena affettati e il profumo del pane. Intere famiglie, del posto o dei paesi limitrofi, dalle città e dalle campagne, si ritrovavano per quell’appuntamento non concordato. Desolata aveva capito che quel momento semplice e ripetitivo era troppo speciale. Si divertiva ad osservare coloro che esageravano nel riempire il carrello e si intristiva pensando a chi non poteva comprare nulla. Incontrava persone che avevano fretta e altri che invece si gustavano il momento; ma tutti passavano per la cassa, uno dei pochi posti in cui si rispetta la fila. Le lacrime ricominciarono a scendere copiose…

***

La piccola Speranza attendeva la mamma; con la testa bassa, rassegnata come sempre. Desolata tornò a casa quel giorno con una nuova luce negli occhi. Aveva trovato lavoro e, come segno tangibile di questa nuova speranza, una busta piena di spesa. Era stata indecisa fino all’ultimo su cosa comprare. Aveva sentito alcune signore sostenere che le merendine non andavano bene per i bambini, facevano male. Poi si era accollata il rischio. Ne era convinta pure lei che le merendine facessero male, ma a quei bambini che ne avevano troppe ogni giorno. Desolata buttò sul tavolo la busta dalla quale fuoriuscirono pacchi e pacchettini e non riuscì a trattenere le lacrime, lacrime di gioia questa volta. Alla piccola Speranza luccicarono gli occhi. E mentre con frenesia iniziò a scartare tutto quel bendidio esclamò a gran voce:
«Mamma hai fatto la spesa!»

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Nato 49 anni fa a San Michele dove tutt’ora vive con la moglie Anna e i suoi due figli Barbara e Aldo. Impiegato presso l’azienda di famiglia da oltre vent’anni, riuscendo, nonostante gli impegni familiari e lavorativi, a coltivare diversi hobby. Appassionato di presepismo ha realizzato diversi corsi nelle vesti di maestro d’arte presepiale, tifoso e praticante di calcio, volontario della V.d.s Protezione Civile di Cassino, membro attivo del Consiglio Pastorale della parrocchia di S.Antonino, lettore e, da qualche anno, anche scrittore.

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