Il viaggio della Ninfa Alla scoperta del bellissimo parco dei Monti Aurunci

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Ciao sono Arys, una ninfa del mare. Oggi è il mio compleanno e Re Poseidone ha deciso di regalarmi un viaggio sulla terra emersa, posso scegliere io dove andare.

Decido di recarmi in luogo di montagna ma dal quale posso vedere il mare, per non sentire troppo la nostalgia di casa.

Arrivata a destinazione mi appare la mia guida turista, l’elfo Aurunc, il custode di quel posto; un bellissimo parco. Iniziamo la nostra gita, non ho molto tempo, il comportamento errato degli umani fa sì che l’aria non sia pulita e limpida ed io ne soffro.

La mia attenzione si ferma subito su una costruzione lineare, di pietra, malandata; Aurunc mi spiega che è una trincea della guerra, che quel posto è stato vittima di tanto dolore. Mi commuovo a quel racconto e dal mio viso scendono delle lacrime, cadono una pianta strana, vado per toccarla e mi ferisco. L’elfo inizia a ridere, dicendomi che si chiama strame o stramma come dicono gli abitanti di quel posto; è conosciuta proprio come erba taglia mani e per molti anni è stata fonte di ricchezza per i popoli di quella terra che la lavoravano intrecciandola o usandola come coperture di abitazioni.

Inizia a soffiare il vento e un profumo intenso, pungente mi avvolge: sono le erbe spontanee di quella terra, l’origano e la salvia. Mi avvicino a un ruscello, ho bisogno di rigenerarmi a contatto con l’acqua e vedo una piccola anguilla, mi accorgo che è spaventata; infatti, ecco arrivare una poiana che la afferra e la porta via. E’ la legge della natura.
Si fa notte, troviamo riposo in una struttura di pietra chiamata caprareccia, proprio perché serviva per il riparo di questi animali.
Mi sveglio di buon mattino, devo tornare a casa, mi è piaciuta questa gita, un giorno ci ritornerò.
“Pioggerillina di maggio, arcobaleno crea; mi tuffo nei colori e torno a casa mia”.

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Sono nata qualche annetto fa, cresciuta in un piccolo paese ricco di storia e tradizioni, a pochi passi dal mare, dove tuttora fuggo appena possibile. Ho frequentato la biblioteca del mio paese e sono cresciuta con lei, nel 2004 insieme con alcuni compaesani abbiamo fondato un’associazione culturale e creato un piccolo giornale a diffusione gratuita dal titolo “Sciuccaglie”. Sempre in quell’anno con un gruppo di amiche ci siamo occupate del nascente Museo della Pietra e siamo state formate per essere guide turistiche.

Appassionata di seggi elettorali e politica, nel 2005 ho svolto un percorso universitario per l’accesso delle donne in politica e nelle istituzioni; lì mi sono innamorata della storia delle donne e della condizione femminile. Ho partecipato, dietro le quinte, a un progetto sulla guerra e le violenze di quel tempo.

Nel 2010 ho creato un blog tutto mio, dove raccontare di viaggi nelle tradizioni popolari, nelle ricette italiane e della cucina povera. Ho scritto storie d’amore e di amicizia, e altro ancora. Scherzosamente mi definisco un po’ giornalista, un po’ food blogger, un po’ storica. Ma sognatrice, romantica e solare; schietta, diretta e determinata.  Cerco di trasmettere i sentimenti che catturo nel mio vivere quotidiano, spesso con ironia dico: “Sono una scrittrice, qualsiasi cosa tu dica o faccia può essere utilizzata in una storia”.

Ho partecipato alla prima edizione del premio letterario “Veroli Alta”, con il testo C’era una volta il paese di pietra, nel 2013 e sempre in quell’anno ho scritto il mio libro auto-prodotto, non in vendita perché è la mia bomboniera di nozze; dal titolo “IL SAPORE DEI RICORDI”.

Ho collaborato con varie realtà e dal 2016 con immenso piacere scrivo per voi di tantestorie.it.

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