Il compleanno

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di Chiara Pesenti
La sala, prenotata da tempo, era già gremita di bambini vocianti: i nuovi compagni di scuola de IlPrincipe.
Sulla tavola, al centro, troneggiava un’enorme torta a forma di sei, tra dolci, patatine e bibite di ogni colore.
Cheddonna si guardava intorno soddisfatta: ad intrattenere i bambini ci avrebbero pensato due giovani e volonterose animatrici, perciò non le restava che rilassarsi e chiacchierare con le mamme presenti.
Aveva conosciuto la Titty, mamma della Sissy, e la Marty, mamma del Lolly, il compagno di banco de IlPrincipe. Aveva salutato altre mamme che non si erano potute trattenere e aveva cominciato a guardarsi intorno, per assicurarsi che tutto andasse bene. A un certo punto la sua attenzione era stata irresistibilmente attratta da una bambina, seduta al tavolo dei rinfreschi.
Aveva gli occhioni grandi, indiscutibilmente blu, lunghissimi capelli biondi che le ricadevano sulle spalle, un vestitino a fiorellini e lucide scarpette di vernice rossa.

Sembrava una fatina delle fiabe, o una piccola Alice nel paese delle meraviglie. Se ne stava seduta composta, intenta a tagliare dei fonzies con coltello e forchetta. Cheddonna non riusciva a distogliere lo sguardo da quella creatura perfetta. “Eh, le bambine sono un’altra cosa!” sospirava, vedendo suo figlio e gli altri maschi intenti a ingozzarsi di patatine. Chissà come si chiamava?
“Chi? Troglodì?”aveva risposto IlPrincipe, con la bocca piena.
“Che strano nome per una fatina! IlPrincipe si sarà di certo confuso” pensava Cheddonna e, avvicinatasi alla bambina, che aveva appena finito di bere un enorme bicchiere di coca-cola, le domandò, con voce flautata: “Qual è il tuo nome, bella bambina?”
“Mi chiamo Tro…”
Come in slow motion, Cheddonna vide la sua bocca aprirsi per rispondere, il labbro superiore tremolare come in un cartone animato dei Simpson ed emettere il più sonoro e potente rutto che avesse mai udito, insieme alle ultime due sillabe del suo nome.
“Tutta un’altra cosa, effettivamente…” pensava Cheddonna, dopo essersi risistemata alla meglio la messa in piega.

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