Gli effetti collaterali del vino

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di Laura De Santis
“Ma dai? Anche tu…”
Se c’è una frase pericolosa nella vita è proprio questa. Soprattutto se la suddetta frase è pronunciata davanti ad un bicchiere di vino. È la frase tipo che fa da testa di ariete e che distrugge le palizzate già precarie della propria solitudine. Quelle due parole “anche tu” pronunciate con intimità crescente sono, di solito, l’anticamera di una relazione sentimentale. Non è importante chi sia l’altro.
La sola cosa importante è quel sentore di identificazione con l’altro. La sensazione di non essere i soli della nostra specie capitati sulla terra per caso.

Deve essere come quando due panda si incontrano per la prima volta nello stesso zoo. “Anche tu…” e il sorriso che ne consegue diventa una risatina argentina con toni sempre più alti. Non ha importanza com’è l’altro che ci induce all’identificazione. Potrebbe essere anche un serial killer in vacanza premio per noi sarebbe lo stesso l’altra metà di noi che invano avevamo cercato fino a quel momento. Fortunatamente se i bicchieri di vino non diventano bottiglie la sensazione di irrefrenabile attrazione svanisce in poche ore.

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