Fare attrito

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di Paola Lombardi
Stridere come una catena di metallo in un ingranaggio. Questo dovrei fare. Soltanto questo. Stridere, fare attrito, scintillare. Incendiare.

Oreste guarda i macchinari davanti a sé. Gli si infiamma lo sguardo mentre pensa a tutto questo. Sa di saper fare il proprio lavoro. Sa di poter contare sulle proprie forze. Ma tutto ha un limite.

Ci sono richieste che non dovrebbero essere fatte. Nemmeno pensate. Oreste guarda il suo capo andare via. Lo sfida con lo sguardo e batte un pugno sul tavolo con tutta la rabbia che ha dentro. Fare attrito.

“Oreste! Ci pensi tu alla barra?”, Oreste annuisce. Si muove con una certa lentezza, come fosse soprappensiero. Lo urtano i sorrisetti dei colleghi. I colleghi, quegli scimmioni senza dignità, che lo circondano. Oreste sa che bloccare l’impianto di sicurezza sarebbe la sua rivincita. Suda freddo, riflette, gli tremano le mani. “Oreste!”, non riesce a scrollarsi quei pensieri di dosso. Non riesce a non pensare “fare attrito, scintillare”.

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