Disabile?

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di Antonio Risi
Arrancava sulla sedia a rotelle, districandosi con difficoltà fra auto in sosta e dislivelli di strade e marciapiedi. La notai perché era semplicemente fantastica.

Il viso, dagli occhi di un azzurro profondo, era adornato da lunghi, fluenti capelli biondi; una coperta le copriva le gambe. Mi si strinse il cuore nel vederla ridotta su una carrozzella.

La cosa straordinaria era che, nonostante i mille ostacoli disseminati lungo il percorso, cantava meravigliosamente come se non provasse alcun affanno o fatica.

Quel canto mi stregò completamente, tanto che non potei fare a meno di seguirla a distanza. Prese per una strada che conduceva fuori dal paese.

Arrivò a un punto, dove s’allargava uno spiazzo, su uno sperone di roccia che finiva a strapiombo sul mare e si fermò proprio sull’orlo. Si liberò della coperta; poi, senza che potessi rendermi conto di quello che stava per fare, si lasciò cadere nel precipizio.

“Noooo!” Gridai, e presi a correre all’impazzata, fermandomi solo quando fui sul bordo del baratro.

Cercando di non farmi prendere dalle vertigini, guardai giù e feci appena in tempo a scorgere una sirena dai lunghi capelli biondi che, nuotando fra le onde, s’allontanava verso l’orizzonte.

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