Pubblicato in storie brevi

Diario di un cagnolino

Diario di un cagnolino Pubblciato il 12/07/2017

di Antonella Branca

1 Settembre 2016
Sono felice oggi, conosco il mio nuovo papà. Sono un cucciolo meticcio, sono un maschietto. Chissà come mi chiameranno?

…Eccolo arriva! Bellissima quest’auto, ha anche un posto riservato a me. Inizia la mia nuova avventura, prima tappa un luogo, dove ci sono tanti miei simili.
Chi è quel pelato, vestito di bianco? Mi devo preoccupare? No, non ho paura il mio papà mi tiene in braccio.
Cos’è questo pizzico? Cattivo, mi ha fatto un’iniezione, però hanno detto che mi chiamo Gus, ma nessuno deve sapere di me.

Si riparte, si va verso casa nuova; eccola! Wow, ho un fratellino e una sorellina, loro non camminano a quattro zampe, ma mi abbracciano, mi accarezzano, sono felice. Ho un cuore anche io.

8 Dicembre 2016
Sto bene nella mia famiglia, mi coccolano, ho da mangiare e quando fa freddo, mi fanno scaldare vicino al fuoco. Oggi sono tutti indaffarati, stanno addobbando un albero di plastica e mi hanno detto che non mi devo avvicinare. Sto crescendo sempre di più e il “pelato vestito di bianco” dice che sto bene e sono forte.

25 Dicembre 2016
Buon Natale, così stanno dicendo. Mi hanno fatto un regalo, un osso di gomma, sono felice perché io voglio bene a tutti loro. Mi hanno messo in testa delle orecchie strane; lo so, che sono da renna, sono intelligente.

31 Dicembre 2016
Buon Anno, ma quanti botti inutili, ho paura, sono sensibile.

25 Aprile 2017
La mia famiglia ha detto che sono fatto grande, stanno parlando di dove andare in vacanza; chissà dove andremo di bello.

30 Giugno 2017
Sono tutti indaffarati, tra poco partiamo.

8 Luglio 2017
Si parte, ma come mai mi mettete nel portabagagli e la mia gabbietta non c’è?
Che bella l’autostrada, ci fermiamo in una piazzola; i bimbi piangono, ma la mamma dice che io non posso andare con loro. Papà mi fa scendere e risale in macchina, vanno via.
Li guardo allontanarsi con occhi tristi, ora tornano mi dico, ma non è cosi. M’incammino per raggiungerli, un ragazzo mi vede camminare in mezzo alla strada, si fa male per evitarmi; mi dispiace tanto.
Un’altra auto, però, non si accorge di me; mi colpisce, ora sono qui su quest’ asfalto caldo. Ripenso a quando cucciolo, giocavo con i miei padroncini, io vi volevo bene, mi fidavo di voi. Anzi vi dirò di più, vi voglio ancora bene, il mio amore per voi era fedele e lo sarà per sempre.

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