Immigrazione ed integrazione, intervistoria con Felix Adado

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Ascoltare Felix Adado è come immergersi in un oceano di sentimenti diversi. Poeta e mediatore culturale, ha saputo trasformare la sua esperienza di vita dolorosissima in una esperienza di rinascita e di riscatto attraverso una lingua nuova: l’italiano.
“Alzati con me” è la raccolta poetica che chiude una trilogia incentrata sul tema dell’integrazione.

Quando hai capito che era arrivato il momento di scrivere poesia?
Appena arrivato in Italia proprio con le prime parole di italiano che avevo imparato ho capito che poteva nascere qualcosa, avevo iniziato anche se non avevo ancora l’idea di poter pubblicare, ma scrivevo. Non lo avevo deciso, ma sentivo che volevo mettere fuori quei dolori che avevo vissuto e che stavo vivendo, buttarli fuori sulla carta e avevo scelto la poesia come mezzo per esprimerli.

Qual è il messaggio che hai affidato alle tue poesie?
Le mie poesie, ecco questa è una buona domanda, io non voglio scriverle per dimostrare agli italiani che so scrivere in italiano o che sono bravo e che posso cambiare chissà che, voglio che nelle parole che metto nelle mie poesie ci siano dei consigli di vita, perché la vita è difficile. Ogni vita che noi viviamo. Nessuno di noi sa esattamente come vivere per cui è importante che ci sia una mano tra me e voi o tra noi tutti, che ci insegniamo a vicenda come vivere. Per poterlo fare ho scelto il mezzo poetico che forse è quello migliore perché ci fa riflettere, ci fa pensare e ci fa fare buoni passi. È questo che voglio fare con la mia poesia.

Hai un legame molto forte con la lingua italiana. Perché per te è stato così importante impararla?
Imparare l’italiano per me è stato come prendere la chiave di casa, la casa in cui mi hanno accolto ed è molto importante perché io non voglio rovinare la serratura, perciò devo imparare come aprire questa casa. L’italiano per me è importante perché cambia la vita totalmente. In generale la lingua è fondamentale perché senza la lingua non esiste vita e poi in questo caso particolare la lingua italiana per me è come se fosse l’avviamento del motore. Come funziona il motore? Lo sapremo parlando proprio questa lingua. È fondamentale perché senza la lingua non avverrà mai un’integrazione senza la lingua noi non saremo mai nulla nel futuro persino noi che siamo italiani andiamo a scuola per impararla, pensate allo straniero che viene cosa deve fare. Quindi la lingua è fondamentale è importante e basilare è essenziale per non usare altre parole. E’ totalmente unica per noi per poter vivere meglio la nostra vita. Anche nel futuro.

Secondo te è possibile una vera integrazione in Italia?
Sì, mi piace questa domanda perché forse solo in Italia si può avere una vera integrazione, per un semplice motivo, nel mondo intero esistono tanti altri tipi di integrazione, ma l’italiano, nel fondo di se stesso, proprio di mentalità, anche perché cristiano, tende ad accogliere, ad apprendere, a proteggere, a dare calore. Quindi l’integrazione italiana non deve esser altro che conoscere e basta. La diffidenza nasce dalla non conoscenza, per questo mette dei muri, perché ha paura. Allora per togliere tutto questo. Torniamo alla lingua perché poi lo straniero che parla l’italiano è più facile da conoscere e quindi lo accoglie e l’integrazione diventa unica. Nessun altro al mondo ce l’ha perché fondamentalmente viviamo tutti già insieme. Ricordiamo che l’Italia non è riuscita a colonizzare i paesi africani perché aveva questa cultura qui. Quindi ora che viviamo insieme non c’è altro da fare che costruire una nuova società attraverso l’integrazione.

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