Dal fantasy al regency, nel mondo letterario di Antonia Romagnoli

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di Paola Caramadre

Nuovi fermenti nel panorama letterario ‘emergente’. Eccoci all’appuntamento con l’Intervistoria. Protagonista Antonia Romagnoli che apre le porte del suo mondo letterario tra ispirazioni fantasy e una buona dose di ricerca storica.

Sei una autrice che si misura con generi e stili diversi. Come possono convivere lo stile fantasy e quello regency?

“Ciao Paola e ciao a tutti i lettori! Credo che tutti i generi possano convivere, nella penna di un autore, purché facciano parte del suo immaginario. Mi spiego meglio: sono stata addestrata alla scrittura col motto ‘scrivi quello che conosci’ e mi sono sempre cimentata in generi che amo come lettrice, scrivendo ciò che voglio anche leggere. Essendo una romanticona, in tutte le mie storie si parla d’amore, anche se in modo diverso, e spesso i generi si contaminano. Nel fantasy ci sono, per esempio, elementi storici, mentre ne La dama in grigio ho inserito una ghost story“.

Dove nascono le tue trame? Cosa ti ispira maggiormente?

“In realtà non ho ancora capito da dove arriva l’ispirazione, non riesco a partire a tavolino, anche se in seconda battuta mi piace avere le trame ben chiare prima di partire con la stesura. Spesso le mie storie sono quelle che mi racconto per addormentarmi!”.

Per quanto riguarda le creature che popolano i tuoi romanzi storici, come ti sei appassionata al periodo vittoriano?

“Il mio vero amore, in realtà, è il periodo Regency, quello di Jane Austen, che si colloca nel primo ventennio dell’Ottocento. Il vittoriano è però ricco di fascino e talmente sfaccettato da fornire continuamente materiale di scrittura, per ora per il blog, in futuro, chissà, anche per un romanzo. L’Ottocento inglese mi ha conquistata per tanti motivi: il Regency per i suoi ideali di ordine, morale, cortesia… il vittoriano per i contrasti. Non so decidere dove indirizzare il mio viaggio nel tempo ideale!”.

Nel salotto di Miss Darcy si sente una forte ricerca storiografica, come ti documenti?

“Gran parte del materiale che propongo nel Salotto è frutto di ricerche on line, in siti inglesi e americani, e in parte è materiale ricavato dalle mie letture. Molte curiosità storiche non sono mai state portate in Italia e di molti artisti ci sono scarse notizie in italiano. Mi piace andare a scovare storie. In questi giorni mi sto occupando di arte, per esempio, scrivendo su una pittrice e su una scultrice di cui non esiste materiale nella nostra lingua. E con un po’ di femminismo, ho voluto raccontare di loro”.

Se potessi, quale personaggio letterario vorresti essere?

“Gioco facile, vorrei essere la mia Magistra Ester. Le ho dato i poteri magici che vorrei avere io; l’ho affiancata all’uomo ideale secondo i miei canoni. Non mi dispiacerebbe avere il carattere di Anne Elliot, la mia preferita delle eroine austeniane”.

E da quale scrittore vorresti essere raccontata?

“Sicuramente non da Martin! Da Margaret Mitchell, che ha saputo raccontare anche un’antieroina facendo comprendere le sue scelte, o magari la Rowling, così ho più speranze per i poteri magici”.

Il mondo del fantasy è molto affascinante, ma non molto conosciuto almeno in Italia, per te cosa rappresenta questo universo?

“Il fantasy per me ha molti significati, anche se non posso dire di essere una lettrice ‘forte’ del genere. Fantasy sono stati i primi romanzi che mi hanno fatto venire voglia di scrivere a mia volta, da ragazzina; fantasy è stato poi il primo romanzo per cui ho cercato e trovato pubblicazione. Ma fantasy è anche la prima community di scrittori con cui mi sono confrontata, nella quale ho trovato amici importanti con i quali sono cresciuta, come persona e come autrice”.

Gli autori emergenti faticano a farsi conoscere, in questo senso è importante la collaborazione tra autori?

“Credo fermamente nella collaborazione e nel confronto con altri scrittori. Notavo, insieme ad alcune colleghe, come questa editoria 2.0 metta gli autori invece su una strada di competizione malsana e preoccupante. Sono vecchio stampo, e credo ancora che non si cresca scavalcando ma collaborando e arricchendosi vicendevolmente. Per fortuna funziona così ancora per molti”.

Scrittrice, blogger, mamma… quale ruolo contribuisce a migliorare l’altro?

“Sono quella che sono per tutte le scelte che ho fatto, anche se temo sempre che le mie attività tolgano tempo e attenzione ai miei figli. Il guaio è che non riesco a trovare un equilibrio… ma forse è vero che il vero senso della vita non è l’equilibrio, ma la continua ricerca di esso”.

Spazio per la domanda a piacere…

“Di che posso parlare? Ho già detto tanto! Mi limito a ringraziare per questo spazio e a invitarvi sul mio blog, www.antoniaromagnoli.it/write dove non manca mai una tazza di tè per gli ospiti! Grazie per l’ospitalità e per l’attenzione!”.

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