“La disprassia di un figlio speciale” emoziona “Cassino che legge”

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Cassino – Mille emozioni, tutte positive, colorano la Biblioteca comunale Pietro Malatesta di Cassino. Sono le 15 di sabato pomeriggio e la sala si riempie, poco a poco. Saluti, sorrisi, incontri. Il clima è accogliente, tutti sembrano disposti ad ascoltare, tutti sembrano animati da una voglia di condivisione.
La tensione scema, scompare nei meandri del cuore e lascia il posto a quella sensazione quasi tangibile di vicinanza.
Ci siamo, stiamo per cominciare.

Ci sono tutti, Mirella Marandola e Adriana De Gregorio sono al loro debutto, ma l’emotività fa un passo indietro e lascia il posto alla voglia di raccontare. L’assessore alla cultura Danilo Grossi dà il via al nostro pomeriggio. Le sue parole sono incoraggianti, sottolinea l’importanza della rassegna Cassino che legge e parla anche della collaborazione con noi di Tantestorie.it, poi, descrive l’incontro con Mirella Marandola e Adriana De Gregorio. Le autrici sono al mio fianco, insieme a noi al tavolo dei relatori ci sono Maria Palumbo, neuropsicomotricista, e Antonio Di Pofi, logopedista. Iniziamo con il nostro dialogo a più voci. Le prime domande sono rivolte a Mirella Marandola che racconta la propria esperienza di mamma di Andrea e della scoperta della disprassia. Mamma Mirella fa qualcosa di speciale: accoglie il suo bambino e si impegna a costruire con lui un mondo accogliente. La tempestività della diagnosi fa in modo che la vita di Andrea abbia uno sviluppo positivo ed è proprio per invitare altre mamme, altri genitori nelle stesse condizioni ad intervenire subito che è nato il libro La disprassia di un figlio speciale. Un diario del cuore scritto a quattro mani con Adriana De Gregorio, una autrice di grande sensibilità che sa tracciare ritratti femminili che colpiscono al cuore. Antonio Di Pofi e Maria Palumbo ci aiutano a comprendere meglio cosa sia la disprassia e come si possa intervenire. Abbiamo conosciuto l’associazione Aidee, l’associazione nazionale che si occupa di disprassia, alla quale sarà devoluto il ricavato delle vendite del libro.

Il tempo vola via, il pubblico è attento, si respira un clima di amicizia, di vicinanza, perché raccontando La disprassia di un figlio speciale ci si rende conto che non si descrive una storia di malattia, ma di solidarietà, di amicizia, di speranza, di vita. Raccontando il libro si apre uno scrigno di sentimenti che brillano negli occhi di Mirella Marandola e Adriana De Gregorio e del piccolo Andrea.
a cura di Paola Caramadre

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