Il canto dei dodici mesi Una tradizione tutta cassinate

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di Paola Caramadre e Antonio Nardelli
Ci sono tradizioni che contraddistinguono un territorio, che sono humus di una cultura locale e peculiare. Il canto dei dodici mesi è una di queste tradizioni particolari che contribuiscono a rendere unica la Terra di San Benedetto.

Gli interpreti di questa tradizione regalano, ovunque arrivino, un momento di festa, di condivisione e di gioia. Sono felici di trasmettere un bagaglio culturale lontano che altrimenti rischierebbe di perdersi ed è per questo che dove arrivano portano una ventata di allegria che ha qualcosa di curioso.

Accompagnati dal suono di fisarmoniche, organetti e tamburelli, vanno in scena i dodici mesi. Ognuno personifica un mese, da gennaio a dicembre, e canta uno stornello che a colpi di rima tratteggia il ritratto del periodo in questione. Stornelli simpatici, freschi che hanno la capacità di caratterizzare un determinato periodo dell’anno. Ogni strofa è intervallata dalla danza tutta ciociara dei ballerini in costume tradizionale. Si balla, si canta, si ride e si battono le mani a ritmo. Gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre offrono uno spettacolo tutto personale sotto lo sguardo attento del ‘padre’ dei dodici mesi.

Il canto dei dodici mesi è una tradizione radicata nel Cassinate e oggi viene portata in scena, nelle piazze, nelle strade e nei rioni, da un vivace gruppo folk coordinato da Antonio Pascale. Il nutrito gruppo si è formato nel Centro Socio-culturale anziani di Villa Santa Lucia, ma i partecipanti sono originari di Cassino, Aquino, Roccasecca, Piedimonte. Il loro obiettivo è non far morire una tradizione molto sentita che allietava, storicamente, il periodo del Carnevale cassinate e sarebbe originario della contrada Porchio a Cervaro.

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E con allegria riescono a non disperdere questo bagaglio di storie e di culture locali. Di solito, il gruppo non si tira mai indietro e porta la ventata di scherzosa allegria in tutti i rioni, ad esempio, domenica scorsa hanno fatto tappa nel quartiere Solfegna Cantoni a Largo don Bosco. Un momento di allegria e di gioia con un ‘padre’ d’eccezione: Carlo Cilindro che a 94 anni non ha esitato ad esibirsi in qualche passo di allegre danze folcloristiche.

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